It’s so easy been green: Emma Watson al MetGala 2016

Ladies and gentlemen! Bentornati!
Amo i red carpet, li ho sempre amati e credo che il nostro amore si potrarrá finché esisteranno personalitá e stilisti a farli vivere. Il Met Gala é una scoperta di pochi anni fa, ma fa parte della mia top ten dei preferiti da quel giorno. Non é un semplice red carpet, non é una semplice cena di gala e neppure una raccolta fondi comune (parliamo comunque del Metropolitan museum, cosa ci si può aspettare?): il tema del dresscode, diverso per ogni edizione, e la famosa lista di ospiti che ogni anno viene tanto attesa, rendono l’evento unico nel suo genere e decisamente spettacolare.
Non é difficile intuire che resterei ore solo a parlarvi dell’organizzazione, del tema proposto (di cui ahimé, dovrete sentirmi blaterare più avanti), della lista degli ospiti, delle grandi assenze e dei ritorni; lungi da me annoiarvi in un discorso infinito.
Parliamo delle cose serie, allora. Il tema di quest’anno, annunciato al pubblico qualche settimana fa, é “Manus x machina: Fashion in an age of Technology“, ispirato alla mostra che il gala apre. La “madrina” della serata é Anna Wintor, che non hai mai interrotto la tradizione dal 1955, solo nove anni dopo l’innaugurazione dell’evento. Il ruolo di madrina onoraria invece é toccato a Taylor Swift, non deludendo le aspettative dei presenti.

Cosa ne penso io? Ho adorato il tema sin dall’annuncio, perché, come é stato dimostrato, ha diverse sfaccettature a cui potersi ispirare e su cui poter ragionare. La mostra sarà sicuramente interessante, peccato finisca ad agosto e io non abbia nessun viaggio oltreoceano prenotato per quel periodo. 😭
Non sono qui, per parlarvi dei look spettacolari che si sono visti quest’anno, del bellissimo abito creato da Zac Posen per Claire Danes (la quantitá spropositata di foto che ho salvato mi impedisce di inoltrarmi in questo discorso) o delle grandi cadute di stile. Voglio aprire con questo articolo una rubrica dedicata a chiari esempi di moda sostenibile ed etica, rispettosa di persone, animali e natura. Come le borse di Elisa, ma questa é un’altra storia.

Emma Watson, classe 1990, da sempre sostenitrice di importanti campagne per i diritti umani, civili, impegnata in azioni benefiche e dall’anima fortemente green. I suoi look non passano di certo inosservati, ammirati e copiatissimi in tutto il mondo. Anche all’evento modaiolo più atteso, non ha lasciato nulla al caso.

Il meraviglioso abito bianco e nero che indossa, firmato Calvin Klein e Eco Age, é realizzato in “Newlife“, tessuto composto al 100% da bottiglie di plastica reciclata. Il corpetto é realizzato in cotone e seta biologico e le cerniere nuovamente in plastica riciclata. E non é tutto! L’attrice ha lanciato su Facebook una campagna che invita a riutilizzare i capi almeno 30 volte, da qui il nome #30wears, e non a caso il suo outfit é composto non solo da gonna e corpetto, ma da un pantalone al di sotto, una tecnica usata da Emma anche durante l’ultima cena alla casa Bianca del presidente Obama.

Queste sono solo alcune delle tante iniziative proposte dall’attrice, che ha avviato un approccio sostenibile alla moda sin dalla sua visita alle baraccopoli del Bangladesh, raccontata nel libro uscito nel 2011 “Naked Fashion: The new sustainable fashion revolution” (devo controllare se edito in italia e mettere tutte le info del caso). Possiede anche una propria linea di abbigliamento, la Pure Threads e si aggiunge alla fittissima lista di celebrità dall’anima green impegnate in progetti molto simili, come il marchio cosmetico Honest Beauty fondato da Jessica Alba, o il matrimonio green di Anne Hatway fino alle varie fondazioni e donazioni da parte di Leonardo di Caprio, Julianne Moore, Cate Blanchett e la lista, fortunamente, non finisce qui. In Italia abbiamo esempi altrettanto famosi: Josquillo, Rosella Brescia, Paola Maugeri e molti altri.
Certo non é da tutti donare un milione e mezzo di dollari o fondare case cosmetiche green, ma ognuno di noi può fare qualcosa nel suo piccolo, ogni piccolo gesto attento nei confronti del pianeta può fare molto sia nel nostro presente sia nel futuro.
Come avrete notato, non ho il dono della sintesi, ed é per questo che amo moltissimo le citazioni e concludo questo articolo con una di loro:

Quello che noi facciamo é solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno.
-Madre Teresa di Calcutta

 

A presto!

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