Un libro basato su una favola + un libro scritto in stampatello= la meraviglia di essere simili

Ladies and Gentleman! Bentornati ad una nuova recensione per le readingchallengefuoricorso.

Oggi parleremo non di uno, ma di ben due libri appartenenti a due differenti categorie. C’é però un motivo per cui ve ne parlerò insieme, nulla é lasciato al caso.

Un libro basato su una favola: The Land of stories: An Author’s Odissey, Chris Colfer
Perché: nell’ultima recensione, ho accennato al fatto che ho trovato delle categorie più difficili delle altre. Non questa, fortunamente, perché sapevo che questo libro sarebbe uscito entro fine anno e sapevo inoltre che sarebbe stato perfetto per questa categoria.

Pro:

  • The Land of Stories, non é basato su una favola, ma su tutte le favole. Può esistere qualcosa di più bello?
  • É il quinto capitolo di una saga che si prospetta ancora molto lunga.
  • Per chi, come me, ama scrivere, ritorvarsi all’interno dei propri racconti é un sogno irrealizzabile, ma non per questo meno desiderabile di altri. Ecco, leggere tratti di questo libro, sopratutto dalla parte dello “scrittore” in questione (aka Connor Bailey), rende il tutto meraviglioso e molto suggestivo. Spinge ad un’attenta riflessione che non voglio svelarvi ulteriormente
  • É avvicente, pieno di colpi di scena, scorrevole. Una lettura all’apparenza poco impegnativa ma molto piacevole.

Contro:

  • É il quinto capitolo di una saga che si prospetta ancora molto lunga.
  • Non so ancora se può diventare il mio libro preferito di tutta la saga, ha i potenziali ma ritengo che non li abbia sfruttati abbastanza. Ho trovato alcuni frammenti di trama poco sviluppati per dare spazio certamente a fattori ben più importanti, come a situazioni inutili.
  • Necessita una buona memoria e conoscenza della saga, delle favole e di alcuni classici per bambini/ragazzi.

 

Non avrei intrapreso questo viaggio straordinario se fossi stata una bambina normale. E poi, diciamocelo, normale come?

Un libro scritto in stampatello: Olga di Carta, Elisabetta Gnone
Perché: Elisabetta Gnone é la mia Cassandra Clare italiana: un nome e una garanzia. Sono cresciuta con Fairy Oak e sin dalla quarta di copertina, mi sono innamorata della storia di Olga. Dovevo provvedere e sono riuscita nel mio intento.

Pro:

  • Credo fermamente nell’importanza di leggere libri per bambini anche da “adulti”, per cosí dire. Come credoche bisognerebbe fare la stessa cosa anche con i cartoni animati. Quello che si può insegnare ai bambini, può essere un monito e una scoperta anche per gli adulti. Credo perciò, che sia non solo piacevole, perché si parla di una storia avvicente e ben scritta, ma anche importante leggere questo libro che ha saputo dirmi tanto, ricordarmi molto.
  • Come giá detto, é una storia molto avvincente per la moltitudine diversa dei personaggi che la piccola Olga (che non si può non adorare) incontra durante il suo estenuante viaggio.

Contro:

  • É un libro per bambini ma non sempre si riesce a percepire quella leggerezza che si potrebbe prendendere da un libro di questo genere. O probabilmente sono stata io a creare una pellicola di “attenzione al secondo significato” da quando ho capito che esisteva ed era ben evidente ormai.
  • Alcuni passaggi proprio per il motivo precedente mi sono apparsi noiosi, privi dello spessore e della vivacitá presente nella maggior parte del romanzo.

Veniamo quindi al perché ho scelto di unire questi due libri nella recensione. Il motivo si rivela, nel corso della lettura di entrambi, abbastanza semplice e immediato, ma non per questo banale: li accomuna l’importanza della scrittura per la crescita personale, utilizzata come sfogo, come cura per se e per gli altri e inoltre, l’importanza di accettare noi stessi nonostante tutti i difetti e le particolaritá “scomode” che preferiremmo non possedere. Spesso, ci ritroviamo a sottovalutare entrambi gli aspetti e, in particolare, per il secondo, ci sono pochi romanzi adatti ad un pubblico più adulto pronti a ricordarcelo.
Non so se si é notato, ma amo le citazioni. Davvero, davvero tanto. Per concludere questa mia recensione e il discorso vorrei riportarne due tratte dai diversi romanzi, che evidenziano tutto quello detto finora. Spero possano piacere tanto quanto sono piaciute a me.

 

Non avevo bisogno di qualcun’altro. Avevo fiducia in me stesso, nel profondo, per tutto il tempo. L’approvazione é una scorciatoia verso l’autostima, ma a volte bisogna trovarla da se. A volte se vogliamo qualcosa davvero, dobbiamo spingere noi stessi a fare di tutto per averla. A volte dobbiamo essere noi stessi i supereroi.

Traduzione non completamente letterare fatta dalla sottoscritta, visto che il libro in Italia non é ancora uscito; versione originale:

I didn’t need someone else. I had confidence in myself, deep down inside, the whole time. Approval is just a shortcut to self-worth,but sometimes we have to find thingd out on our own. Sometimes if we want something bad enough, we have to inspire ourselves to get it. Sometimes we have to be our own superhero.

-The Land of Stories, An Author’s Odissey, Chris Colfer

 

.Sono fatta anche d’amore e di amicizia, di ricordi e di speranze. E sono tutti stretti qui dentro! Come ha detto lei, in questo fagotto ci sono io, con la mia storia e i miei sogni, che non voglio finiscano mai. Così partirò per altri viaggi! Perciò spero che non se la prenderà, se ora le dico che ci ho pensato bene e… no, grazie, io resto così.

-Olga di Carta, Elisabetta Gnone

A presto!

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. claricegirasole ha detto:

    Mi piace molto questa recensione! 😀 Mi hai incuriosita 😀

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    1. bebibi ha detto:

      Sono contenta! Spero tu possa concordare con me dopo la lettura del libro 😁

      Mi piace

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