Skincare 2.0: quando la pigrizia regna sovrana

Ladies and Gentlemen! Ben ritrovati!
Quando gli impegni si fanno più fitti, è la cura che mettiamo verso noi stessi a risentire proprio quando ne avremmo più bisogno! Anche io, ahimè, sono caduta vittima di questo circolo vizioso di impegi e prigrizia, finendo inizialmente per trascurare la mia pelle e concludendo verso la salvezza grazie ad una routine più coincisa per i momenti piu difficili. 



La mia routine è ancora fatta di quattro step, che si riducono a tre molto più spesso di quanto vorrei. Questi primi mesi autunnali, che ormai stanno diventando invernali in questo uggioso tempo milanese, sono stati pieni di sperimentazioni, grandi scoperte e grandi disastri.


Partiamo subito dalle grandi scoperte: le salviette struccanti e detergenti all’acqua micellare di Urban Cosmetics Comodyenes, comprate per sostuire il grande flacone di acqua micellare durante i viaggi e mai più abbandonate da allora. Ho appena ricomprato il secondo pacco e non potrei essere più felice: ne esitono diversi tipi rispetto ai diversi tipi di pelle e in diverse formulazioni (sto cercando la versione al te verde che mi attira parecchio), struccano benissimo anche i trucchi più ostinati, non irritando la pelle. 


Quando ho poco tempo le sostituisco al mio amato e inseparabile detergente Herbalism di Lush, che ho tradito provando alcuni campioncini di altri detergenti della stessa linea, ma lui rimane l’unico amore, capace di esfoliare e detergere la mia pelle alla perfezione. Anche il tonico Acqua di Luna di Lush rimane una garanzia, non provo nemmeno a buttarmi su altro perché so già che nulla potrebbe reggere il confronto. Nella routine serale, oltre che utilizzarlo sul dischetto di cotone, lo spruzzo apertamente sul viso per permettere una maggiore funzione astringente a favore della riduzione dei pori.

Altra novità del periodo: la crema viso. Sto utilizzando Tesori Nascosti di Etical Grace da più di una settimana e mi sto trovando molto bene. É una crema seboriequilibrante i cui principali ingredienti sono l’olio di nocciola, l’acqua e l’olio di rosmarino, l’olio essenziale e l’acqua di lavanda e l’olio essenziale di ylang-ylang, ingredienti preziosi per le pelli miste come la mia. Potrei parlare per ore dei benefici e dei poteri di questa crema, ma a breve posterò una recensione dettagliata del prodotto. Posso dirvi che è l’unica che riesce a tenere a bada le zone secche della mia pelle senza bisogno di ricorrere a sieri o olii, che non fanno altro che creare ulteriori brufoli nella zona interessata. 

Andiamo quindi ai grandi disastri di cui parlavo all’inizio: l’olio d’argan Nashi come siero viso. Tralasciando la scomodità del campioncino in bustina, è stato un flop fin da subito, ma ho voluto dargli una seconda chance inserendolo nella mia ruotine per ben tre giorni. Idrata sì, ma unge parecchio anche nelle zone secche e non fa altro che creare brufoli e punti neri. Bocciato in pieno per la mia pelle (e buttato via alla prima occasione, ovviamente).

Per sopperire agli ulteriori step che salto o inglobo, mi concentro su una pulizia viso più profonda, utilizzando varie maschere che sto testando in questo periodo ma da troppo poco tempo per poter dare un parere effettivo. L’unica garanzia rimane l’ennesimo campioncino della maschera notte Silky di Herborist, che mi deciderò a comprare (prima o poi).

Spero, come al solito, che i miei consigli possano esservi utili!
A presto!

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