Bookcity 2016: blogger ramblings

Ladies and Gentlemen! 

Questo non sarà l’articolo che mi ero proposta di fare qualche settimana fa: non sarà di certo un articolo dettagliato su ogni incontro a cui ho partecipato in questi giorni, perché perderebbe tutto il suo senso primo. Il bello degli incontri di Bookcity non sono i contenuti, ma quello che ti lasciano, ciò che a fine giornata ti emoziona ancora, i piccoli ragionamenti che fai prima di dormire. 
Questi tre giorni, vissuti di corsa, troppo di corsa, mi hanno lasciato un bagaglio di emozioni enorme, fatto sopratutto dalla bellezza sconfinata e immensa che avvolge il mondo del libro e dalle persone favolose che ne fanno parte. Non sono una bookblogger, non ho mai avuto l’intenzione di definirmi come tale, ma ne ho incontrate e rincontrate alcune in questi giorni, e ho ascoltato le loro storie di fatica e sudore, le difficoltà che si riscontrano nel parlare di libri e farlo seriamente. 

Perché parlare di libri è bellissimo, parlare di qualsiasi cosa che porti così tanto nelle vite delle persone e farlo con passione, con gioia, è meraviglioso, ed è questo l’insegnamento maggiore che ho tratto da questi giorni: vivere la propria vita con passione, rincorrere quei sogni lontani che ci sembrano impossibili, perché è la cosa giusta da fare, sempre. Ho visto i risvolti di queste corse, ho potuto ammirare dove ci porta credere, sognare.


In questo bookcity, ho scoperto libri bellissimi e personaggi affascinanti in quella che ho chiamato nei miei appunti “Giornata delle Biografie“, ovvero i due incontri alla Triennale di “Americana 2016“, prima con l’intervento sulla nuova biografia di Williams con Charles Shields e poi su Bukowski.


 Il libro, o meglio i libri, di cui mi sono innamorata, e che ho già inserito nelle rispettive categorie nella reading challenge fuoricorso, sono Stoner di John Williams e la biografia dell’autore scritta da Charles Shield, ovvero “L’uomo che scrisse il romanzo perfetto: ritratto di John Williams“. Perché? Per due semplici motivi: sentire parlare l’autore di un libro è stimolante, è affiscinante e se poi parla in inglese e riempie i suoi discorsi di citazioni di King, è da stimare a prescindere e secondo per le varie citazioni disseminate durante l’intervista dai moderatori e dall’autore stesso. Un esempio significativo:

Mentre si avvicinava alla mezza etá, con la scusa che forse era venuto il momento di ammettere i limiti delle proprie capacitá, William avrebbe potuto gettare la spugna, nella convizione che sia più nobile uccidere da se i propri sogni che lasciare che lo facciano gli altri.

Non ho altro da dire. *drops the mic*


Scherzo, devo parlare ancora di Bukowski. Ognuno di noi, in qualche modo, anche per vie traverse, ha letto qualcosa di Bukowski. É stato interessante vedere la ricostruzione e costruzione di una personalità così forte e singolare, attraverso i vari aneddoti e racconti. Ho potuto osservare la delineazione di un ritratto vero e senza regole, sopratutto nel mondo di raccontare dei mediatori, accentuando la parte political correct e spesso volgare del poeta/scrittore. Il numero gratuito di Antewerp a lui dedicato poi è stato il tocco di classe: oltre che ai contenuti che ho assorbito, ho potuto approfondire e valutare quello di cui ho sentito parlare attraverso racconti semi inediti e articoli interessati. 

La mia parte fangirl non è stata appagata, affatto: dopo un treno perso, il sonno accecante e nervoso che mi sovrastava, di Alessia Gazzola e Lino Guanciale ho potuto vedere solo la folla fin fuori la piccola saletta della triennale. Un vero e proprio mai una gioia, risanato soltanto dall’incontro che attendevo maggiormente: Bookblogger 2.0, una tavola rotonda fatta di bookblogger (ma va?) come Giulia Ciarapica di Chez_Giulia, Samuela Perotti di Ma però e Francesca Marson di Nuvole d’Inchiostro (che ho scoperto dopo questo incontro e che sto divorando pian piano), che ha ispirato tutte le mie considerazioni iniziali su questo articolo e questa sua struttura non omogenea.

Dall’alto della mia non influenza, ringrazio tutti i protagonisti di questa edizione, le persone splendide che ho potuto conoscere e rincontrare e sopratutto, ringrazio ancora una volta la mia cara amica Giulia Ciarapica, che non smetterò mai di stimare per tutto ciò che fa, per la passione che mette nelle piccole cose e per la disponibilità ad ascoltare, aiutare e indirizzare verso la giusta via chiunque chieda il suo aiuto. É inutile che vi dica di passare sul suo blog, perché so che la conoscete tutti e nel caso non fosse così, shame on you, andate subito, svelti!

A presto!

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