Crueltyfree:motivazioni e consigli

Disclaimer: non ho intenzione di fare terrorismo psicologico in quest’articolo, queste sono le mie opinioni tratte dalla mia personale esperienza. Non verrano mostrate immagini scabrose e non adatte a persone sensibili, perché non é questo il punto dell’articolo.

Ladies and Gentlemen!

Nonostante le mie ruotine varie, le recensioni sul blog e su instagram, non vi parlo abbastanza di cosa significhi per me essere crueltyfree e perché mi piaccia adattare questo termine al mio stile di vita, nelle piccole cose. 
Premessa: sono una persona sensibile. Quel genere di sensibilità quasi ridicola, che va dal pianto per un film d’amore (anche a lieto fine, forse sopratutto per il lieto fine), al trattenere le lacrime nel vedere piangere le persone care (e riuscire nell’impresa raramente), al rabbrividire al pensiero di qualsiasi violenza nei confronti di creature innocenti, che siano bambini o animali. Nonostante il passare degli anni mi abbia temprato su questo punto di vista (nei limiti del possibile, perché la mia sensibilità non é sparita e non voglio che lo faccia: é una parte del mio carattere che ho imparato ad apprezzare a valutare di conseguenza), il pensiero che per poter avere un prodotto cosmetico di qualsiasi genere o un accessorio, una borsa e un capo di abbigliamento, qualcuno ne debba soffrire, debba essere torturato per questo, non mi é mai andato giù. 

Sono riuscita a creare la mia linea di borse vegane Le Borse di Elisa nella consapevolezza che anche solo utilizzando fibre naturali e sintetiche, si potesse ottenere un accessorio unico e di classe. Non ho più comprato giubbotti di pelle vera, e tanto meno pellicce, mai usate a dir la verità. Pensavo che anche la questione con il makeup fosse così semplice, ricordandomi della famosa legge del 2005 sui test sugli animali vietati in tutta Europa, ma, come per tutte le cose, fatta la legge trovato l’inganno: mi sono informata e ho scoperto che sì, quella legge esiste ed é valida, ma solo in Europa e sopratutto solo per le vendite nei paesi Europei. Le stesse marche per poter vendere i prodotti al mercato cinese, devono eseguire i test. 

Mi sono quindi rimboccata le maniche e ho cominciato le ricerche. Se vogliamo essere precisi, le ricerche non finiscono mai: ogni nuovo brand che trovo, di cui mi innamoro a prima vista, devo prima controllarlo in lungo e in largo nei miei siti fidati per essere sicura di fare la scelta giusta. 

I siti a cui mi affido sono tre: LAV (certificazione che possiede anche le Borse di Elisa), PETA e CrueltyFree kitty. Li uso in combo o da soli durante le mie ricerche e analisi, quando sono insicura o voglio avere una conferma. Per i primi due basta cercare la marca nella lista oppure inserirla nel motore di ricerca all’interno della pagina, mentre l’ultimo é un meraviglioso blog americano che posta aggiornamenti sulle compagnie e sui brand crueltyfree, ma sopratutto, ha diviso i brand per i negozi/e-commerce in cui possono essere trovati. Mi é stato molto utile, anche se ho dovuto prendere dimestichezza con i vari negozi americani, disperandomi per la loro bellezza.

Non é sempre facile rinunciare a brand super professionali, di cui si é consapevoli che i prodotti sono buoni e le nuove collezioni strepitose (parlo con te M.A.C, lo sai), oppure ad alcuni trend interessanti, solo perché non ci sono alternative crueltyfree. Ho imparato a non demordere, perché alla fine basta cercare: c’é sempre un ottimo dupe nascosto da qualche parte o un’alternativa migliore rispettando i propri principi. E poi, dalla parte della forza dalla parte di animali ci sono tantissime aziende valide: Lush, Urban Decay Cosmetics, Nabla, Neve Cosmetics, Too Faced, perfino Anastasia Beverly Hills e Mario Badescu (in fondo, anche Kim Kardashian é un po’ crueltyfree) e molto altro.

Se anche voi volete fare a questa scelta, ricordate che non siete soli: ci sono moltissime blogger come, sicuramente più esperte di me, che hanno intrapreso questo percorso e offrono consigli utilissimi (Jkissa makeup, amor mio) oppure pagine di ricerca di dupe organizzatissime (aka dupethat). Chiedete, cercate aiuto, opinioni, non arrendentevi al primo ostacolo.

Tutto questo può sembrare una sciocchezza, ma sono dell’idea che sono le piccole azioni a portare avanti le grandi. Nel nostro piccolo, ognuno di noi, anche con un solo acquisto, può fare tanto.
Io cercherò di dare il mio contributo stilando una simil lista delle maggiori promuferie italiane o comunque negozi fisici e non, in cui potete acquistare cosmesi e beauty cruelty-free e/o vegan senza disperare. 
A presto!

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