Re-reading: Città del fuoco celeste

Ladies and Gentlemen!Ben ritrovati sul blog!
Siamo finalmente giunti alla fine di questa lungo percorso di rilettura della prima saga di Shadowhunters, ovvero Gli strumenti mortali. Prima di perderci tra i deliri e citazioni, volevo sottolineare quanto sia stato utile per me rileggere questa saga, poterla apprezzare in tutti i suoi pregi e difetti, emozionarmi come non capita da moltissimo tempo. Ora, aprendo qualsiasi libro, qualsiasi romanzo, riesco a percepire la potenza delle parole come una volta. Ed è una sensazione che riesci a provare solo se ti sei innamorato della letteratura e hai capito quanto le parole siano importanti, quanto leggere sia bellissimo, attraverso i tuoi libri preferiti.
Non ho mai nascosto il mio amore per questa saga e non potrò nascondere per molto il mio amore per Città del fuoco celeste, e non ho problemi a definirlo il mio libro preferito in tutta la saga de Gli strumenti mortali.
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Attenzione:spoiler


Città del fuoco celeste- volume 6 di 6, Shadowhunters, Gli strumenti Mortali
Premessa: E’ la prima volta che leggo Città del fuoco celeste subito dopo Città delle Anime Perdute, perché ho preferito in passato un approccio alla Star Wars, ovvero seguire l’ordine di uscita dei romanzi, piuttosto che l’ordine cronologico. Non ho preferenze su nessuno dei due modi, perché entrambi permettono di vedere e poter apprezzare la saga con piccole accortezze. Leggere prima dell’ultimo romanzo la Trilogia dell’Angelo, permette di approfondire aspetti e personaggi e di poter apprezzare gli intrecci che solo Cassandra Clare può creare. Ti fa sentire un piccolo genio, perché riesci a collegare tutti i pezzi del puzzle e gongolare ogni volta che riesci ad incastrarli.
Tutti noi siamo i frammenti di ciò che ricordiamo. Racchiudiamo in noi le speranze e le paure di coloro che ci amano. Finchè ci sono l’amore e il ricordo, non ci sono vere perdite.
Probailmente, anzi sicuramente, Città del fuoco celeste é il mio libro preferito in assoluto in tutta la saga, per molti motivi, ma sopratuto per le emozioni, quelle vere e totalizzanti. Come il dolore, il dolore di una perdita, anche immaginaria. Ogni volta che leggo le pagine in cui Simon si sacrifica per salvare i suoi amici, rinunciando ai suoi ricordi, penso di esssere forte, di poter evitare di piangere perché insomma, é la terza volta che lo leggi, sai come andra a finire, hai letto pure le cronache dell’Accademia…ma non cambia. Il peso sul petto, lo sforzo, quella sensazione scuta e impossibile da trattanere che ti fa voltare la pagina e scoppiare a piangere. Perché sai cosa sta succedendo, sai cosa tutti stanno provando e sei cosi legata ai personaggi, che alla fine, anche tu provi le stesse cose.
Tanta magia, pensò Clary, e niente per ricucire un cuore squarciato dalla sofferenza.
Sono partita subito dalle note dolenti: le perdite. Questo romanzo è una strage: Jordan, Amatis, Jonathan, i Blackthorns e i Castairs, centinaia di Shadowhunters, Rafael…e, in modo figurato, Simon. E’ la chiusura di un cerchio, ma anche un meraviglioso inizio.
Nuovi personaggi
Tempraci nel fuoco e diventiamo più forti, pur soffrendo sopravviviamo.
L’inicipit di questo libro è davvero meraviglioso perché introduce un nuovo mondo, una nuova realtà, una nuova generazione a cui non puoi fare a meno che affezionarti: Emma Castairs e i piccoli Blackthorn. Non a caso, sono i protagonisti della saga “The Dark Artificies“, di cui ho recensito il primo libro proprio l’anno scorso qui e sto aspettando di finire alcuni esami per acquistare il secondo, uscito il 23 di maggio.
– Non credo proprio, forse mi ha ricordato te.-
-Perché sono anch’io minuscolo, biondo e sto bene con i codini?
Adoro Emma, la sua forza e la sua fragilità, il rapporto con i Blackthorns e con Julian. I loro destinati sono intreccianti indissolubilmente e creano in noi lettori scompiglio, ed empatia. Sono personaggi nuovi, ma molto più oresenti e fondamentali dei nuovi arrivati degli ultimi libri.
Me ne ero quasi dimenticato. Nessun’altra famiglia fa tanto per amore, o prova un così grande senso di colpa.non portati sulle spalle il peso del mondo,Jace. É troppo anche per un Herondale.
Fratello Zaccaria, aka Jem Castairs é un personaggio ben introdotto e amalgamato con il contesto nonostante abbia più di cento anni. L’ho adorato nella trilogia dell’Angelo e l’ho amato anche qui. Uno dei pochi legami di Jace con gli Herondale, un prezioso aiuto nelle battaglia e nella trama.
Amori e tragedie
L’intreccio romantico é fondamentale in tutta la saga, ma ancor di più in questo capitolo. Magnus e Alec, Clary e Jace, Jordan e Maia, Aline e Helen, Isabel e Simon… quante coppie destinati a destini completamente diversi.
— Qui c’é puzza di cuore infranto-
— É Cibo cinese—
Magnus Bane, sommo stregone di Brooklyn, inamorato per la prima volta nella sua vita di uno Shadowhunters, distrutto dalla loro rottura forzata per mille motivi. Come soffre lui, soffre anche Alec. Nelle Cronache di Magnus Bane viene raccontata la settimana dopo la rottura e i conseguenti messaggi in segreteria telefonica da parte di tutta la combriccola ma anche l’intervento di Jace rende molto bene la situazione. Da un lato, si può apprezzare anche un lato diverso di Magnus e di Alec, che riesce a far emergere tutto il suo sarcasmo e la sua ferocia.
-Oh il mio Alec- […]- sei stato tanto triste.Non lo sapevo-
Nota fin da subito: questo romanzo é pieno di citazioni spezzacuore, dalle più piccole come quella riportata sopra, alle più grandi.
Ci sono cose che vogliamo, celate sotto ciò che sappiamo e perfino sotto ciò che sentiamo. Ci sono cose che le nostre anime vogliono, e la mia vuole te.
Passiamo ad Isabelle e Simon, perla rara del mondo. Non si può non amarli come coppia, sono davvero bellissimi: in questo romanzo riescono a vivere la loro storia con un apparente serenitá, come ogni diciasettene innamorato vorrebbe viverla. Tra momenti di ilaritá assoluta e di puro romanticismo, come si sa, tutto finisce il lacrime e cuore spezzato. Ma ovviamente Cassandra Clare é cosí sadica perché ci da speranza, una speranza che dobbiamo sudare prima del lieto fine. Ho apprezzato la crescita dei personaggi in questa relazione, come la gelosia di Izzy verso Clary che svanisce e la maturazione di Simon.
Ci sono cento trilioni di cellule nel corpo umano. E ognuna delle cellule del mio corpo ti ama. Perdiamo cellule e ne sviluppiamo di nuove, e le mie nuove cellule ti amano più delle vecchie, ed è per questo che ti amo ogni giorno più del giorno prima. E’ scienza. E quando morirò e bruceranno il mio corpo e diventerò cenere che si mescolerà all’aria, alla terra e agli alberi e alle stelle, chiunque respirerà quell’aria o vedrà i fiori che spunteranno da terra o alzerà lo sguardo alla stelle ti ricorderà e ti amerà, perchè è così che io ti amo.
Jace e Clary. Per una volta in cui non sono divisi da una parentela inesistente, da un fratello malvagio, ci pensa il fuoco celeste a separarli. Per fortuna, nel corso della saga, hanno imparato a comunicare un pochino, a crescere insieme, a fidarsi ancora di più l’uno dell’altro.  Mi sono sempre piaciuti e spero che il telefilm riesca a rendergli giustizia.
Legami parabatai
Prima di passare ai punti importanti della trama, vorrei fermarmi un secondo per analizzare i legami parabatai presenti in questo romanzo, che sono quattro: Alec e Jace, Will e Jem( anche se soli nominati), Micheal Wayland e Robert Lightwood e i prossimi alla cermonia, Emma e Julian.
Abbi cura del tuo Parabatai: è un legame prezioso. Tutto l’amore è prezioso. E’ la ragione per cui facciamo quel che facciamo. Perché combattiamo contro i demoni? Perché loro non sono validi custodi di questo mondo? Cosa ci rende migliori? E’ il fatto che loro non costruiscono, distruggono. Non amano, odiano. Siamo umani e fallibili, noi Shadowhunters, ma se non avessimo la capacità di amare, non potremmo proteggere gli umani; per prenderci cura di loro dobbiamo amarli.
Ogni legame parabatai é diverso, più o meno inteso. Ci sono legami che sono eterni, come Will e Jem, e legami che vengono recisi ancor prima della morte come nel caso di Micheal Wayland e Robert Lightwood. Tutto questo fa da specchio ad Alec e Jace, che, presi dai loro problemi, hanno paura di essersi dimenticati del compagno, auello che hanno giurato di proteggere e difendere fino alla morte.
Mi ricordo quando ti ho domandato se volevi che fossimo Parabatai e tu hai detto che ti serviva un giorno per pensarci. Poi sei tornato e hai risposto di sì. Quando ti ho chiesto perché avessi accettato, hai detto che avevo bisogno di qualcuno che si prendesse cura di me. Avevi ragione. Non ci ho più ripensato perchè non ne ho mai avuto motivo. Avevo te, e tu ti sei sempre preso cura di me. Sempre. 
Ho sempre amato il concetto stesso di Parabatai, ma non avevo mai considerato che ptesse essere fallibile, sopratutto non dopo aver letto la trilogia dell’Angelo. I parabati sono persone, umani, e falliscono sbagliano, ma tendono sempre a ritornare uniti, come solo le vere amicizie possono garantire. Ho apprzzato la visione di questa “fallibilitá” e ho apprezzato i discorsi tra Jace e Alec.
-Certo, perché gli vai a genio. Sei eterosessuale ed hai basse aspettative rispetto alle figure paterne.-
-Credo che probabilmente lo scriveranno sulla mia lapide. Era eterosessuale e aveva basse aspettative.- 
Edom e gli Shadowhunters oscuri
Gli Shadowhunters non combattono altri Shadowhunters.
Jonathan/Sebastian Morgesten é più crudele di suo padre: non si limita a combattare gli Shadowhunters, lo fa rivoltando contro di loro facce amiche. Per questo, non solo per forza degli Shadowhunters oscuri, é cosí facile vincere in battaglia. Ed é straziante, e ha aggiunto rabbia verso Sebastian. 
Nonostante si parli di regni demoniaci, io ho amato Edom. Sí, sopratutto per i sogni che ognuno dei cinque ragazzi fa appena entrati nelregno demoniaco, perché io amo come vengono trattati i sogni all’interno di questo romanzo. Niente é lasciato al caso, non sono solo sogni e in questo caso, sono spunti, annunci e giochi subdoli con la nostra mente. Giochi subdoli e dolorosi, come l’apparizione di Max nel sogno di Izzy e la visione di una famiglia diversa da parte di Clary.
La scoperta del vero padre di Magnus, ovvero Asmodeo é la ciliegina sulla torta. Un altro punto a favore della completa perfezione di questo punto del romanzo.
Il finale
La fine di questo capitolo non é propriamente una fine, perché riesce a far supporre che ci sia un continuo, da qualche parte, che risolvi le questioni in sospeso. La guerra é stata vinta dagli Shadowhunters e sono le fate a dover pagare il prezzo del tradimento e dell’affronto recatogli, con delle condizioni molto rigide che Magnus sottolinea più volte. E poi c’e la questione Simon, che ha sacrificato i suoi ricordi pur di far vivere i suoi amici.
C’é un unico modo per riaverlo nella squadra: farlo diventare uno Shadowhunters per permettergli di recuperare i ricordi. E intanto si soffre, grazie Cassandra.
Prima di passare alle ultime richieste per la Freeform, vorrei fare un ultimo appunto: io non riesco ancora ad amare e idolatrare Jonathan Morgesten. Apprezzo la complessitá del personaggio e subisco solo l’empatia di Jocelyn e Clary. Rimpiangere quello che potrebbe essere stato non ha mai fatto parte dei dolori che mi ha provocato questo libro.
Nota bene: ennesima conferma della cavolata fatta nell’eliminare Joycelin, perché la presenza di sua madre é fondamentale. L’odio che prova per lei, il senso di colpa della donna, sono essenziali per lo sviluppo di tutto l’iltimo capitolo della saga.
Cosa vorrei vedere nel telefilm Shadowhunters?
  • Alec Lightwood e le sue considerazioni da ubriaco;

“Eterosessuali” sbuffò Alec. “Ma perché non possono mai avere un minimo di autocontrollo?”

 

“Non ho preparato la torta per tre ragioni. Primo perché non ho gli ingredienti per una torta.Secondo, perché in effetti non so come si fa una torta. E terzo, perché non sono la tua serva”

 

  • Edom e i sogni. Ovviamente;
  • JEM CASTAIRS E TESSA GREY.
  • Una giusta rappresentazione di tutte le storie di amore e dei nuovi personaggi;
  • Sebastian Morgesten non osannato a paladino della giustizia.
Per concludere, volevo inserire la mia citazione preferita, che ho fatto stampare e incorniciare. Avrei voluto inserire altre citazioni, molte altre, per questo romanzo pullula di citazioni belle, anzi, bellissime.
Gli eroi non sempre sono quelli che vincono. Sono quelli che perdono, a volte. Però continuano a combattere, continuano a provarci. Non si arrendono. Ed è questo che fa di loro degli eroi.
A presto!
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